STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE "CLUB ITALIANO SPITZ"

Documento

Statuto

Art.1
– E’ costituita, con sede in MILANO (MI) , c/o Enci V.le Corsica 20, 20137 Milano, la società denominata Club
Italiano Spitz , che non ha scopo di lucro .

L’Associazione Club Italiano Spitz mira a svolgere ogni più efficiente azione per migliorare , incrementare e
valorizzare le seguenti razze : Spitz tedesco wolfspitz, spitz tedesco grande bianco, spitz tedesco grande nero e
marrone, spitz tedesco medio bianco, spitz tedesco medio nero o marrone, spitz tedesco medio arancio, grigio o
altri colori, spitz tedesco nano di tutti i colori , spitz tedesco piccolo bianco, spitz tedesco piccolo nero o
marrone, spitz tedesco piccolo arancio, grigio o altri colori, tutti identificati con il codice 097 nella codifica ENCI
FCI, con i relativi sottocodici, ed a potenziarne la selezione e l’allevamento. L’Associazione Club Italiano Spitz
avendo come scopo il miglioramento genetico delle popolazioni, lo studio, la valorizzazione, l’incremento e
l’utilizzo della razze Spitz tedesco wolfspitz, spitz tedesco grande bianco, spitz tedesco grande nero e marrone,
spitz tedesco medio bianco, spitz tedesco medio nero o marrone, spitz tedesco medio arancio, grigio o altri
colori, spitz tedesco nano di tutti i colori , spitz tedesco piccolo bianco, spitz tedesco piccolo nero o marrone,
spitz tedesco piccolo arancio, grigio o altri colori, tutti identificati con il codice 097 nella codifica ENCI-FCI, con i
relativi sottocodici , si assume anche gli incarichi di ricerca e verifica affidati dall’ENCI e si impegna a fornire i
necessari supporti tecnici alla Commissione Tecnica Centrale prevista dal Disciplinare del Libro Genealogico.
Ancora a tale fine l’Associazione Club Italiano Spitz fornisce periodicamente all’ENCI una relazione sulla
situazione della razza unitamente agli obiettivi di selezione che intende perseguire ed ai risultati ottenuti.

Art.2

– Per il conseguimento dei fini di cui sopra:

a) – L’Associazione Club Italiano Spitz assiste, nei limiti delle proprie possibilità, i suoi associati in tutte le
iniziative che abbiano un interesse generale rivolto al raggiungimento degli scopi anzidetti;

b) – L’Associazione Club Italiano Spitz è associata all’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) del quale
osserva lo Statuto, i Regolamenti le delibere e le determina, assolvendo scrupolosamente gli incarichi che le
saranno da esso delegati, sotto l’indirizzo, vigilanza, controllo e potere di sanzione e di sostituzione dell’ENCI.

c) – L’Associazione Club Italiano Spitz organizza manifestazioni, direttamente o in collaborazione con l’ENCI
quale unica organizzazione per la tutela e la valorizzazione delle razze Spitz ,con le società cinofile da questo
riconosciute, oppure con altri enti o società specializzate, anch’essi interessati a tali iniziative, richiedendo
l’approvazione preventiva ed il riconoscimento dell’ENCI, nel quadro e con la disciplina da questi stabilite.

d) – L’Associazione presta all’ENCI piena collaborazione; in particolare, il Presidente dell’Associazione ha
l’onere: – di dare riscontro, di norma entro quindici giorni, alle richieste di informazioni e chiarimenti avanzate
dall’ENCI; – di comunicare all’ENCI le variazioni all’elenco dei Soci, le variazioni delle cariche sociali, nonché ogni
altra informazione di rilievo circa l’attività associativa, trasmettendo altresì gli atti adottati dall’Associazione in
merito alla disciplina e organizzazione delle attività zootecniche al fine di ottenerne la ratifica dall’ENCI.

Art.3

– Possono essere soci della Associazione Club Italiano Spitz tutti i cittadini italiani e stranieri di accertata moralità
che abbiano interesse verso il miglioramento della razza Spitz tedesco wolfspitz, spitz tedesco grande bianco,
spitz tedesco grande nero e marrone, spitz tedesco medio bianco, spitz tedesco medio nero o marrone, spitz
tedesco medio arancio, grigio o altri colori, spitz tedesco nano di tutti i colori , spitz tedesco piccolo bianco, spitz
tedesco piccolo nero o marrone, spitz tedesco piccolo arancio, grigio o altri colori, tutti identificati con il codice
097 nella codifica Enci FCI, con i relativi sottocodici e la cui domanda di associazione, presentata con le modalità
previste nel presente statuto, sia stata accettata dal Consiglio.

Art.4

– I soci si dividono in soci ordinari /allevatori e soci sostenitori I soci allevatori sono titolari di un affisso
riconosciuto dall’ENCI e dalla FCI.
I diritti e doveri nei confronti della Associazione od in conseguenza della loro appartenenza a quest’ultima sono
uguali è diversa solo la misura della quota associativa annuale in quanto i soci sostenitori ne verseranno una
maggiore in segno di tangibile appoggio alle iniziative sociali, versamento che potrà avvenire anche in fasi
successive. Il Consiglio potrà nominare soci onorari persone che abbiano acquisito particolari benemerenze nel
campo della cinofilia. Ai soci onorari non spetta diritto di voto e non sono tenuti al pagamento della quota
sociale. Non hanno diritto di voto i soci di età inferiore ai 18 anni. Tutte le categorie di soci hanno diritto a
godere dei benefici che l’Associazione stabilirà, nei limiti delle necessità e delle possibilità, senza limiti temporali
al fine di garantire la continuità nel rapporto tra l’Associazione ed i propri soci, e con l’uguale possibilità di
partecipare alle manifestazioni dalla stessa promosse.

Art.5

– Per far parte in qualità di socio della società occorre presentare domanda scritta e firmata convalidata dalla
firma di due soci presentatori ed indirizzata al presidente.In tale domanda deve essere anche precisato che il
richiedente si impegna ad accettare le norme dello statuto sociale e la disciplina relativa, nonché ad osservare le
disposizioni che saranno emanate dal Consiglio o dall’Assemblea. Tale domanda dovrà essere presentata al
Presidente del Club e, una volta istruita la pratica e, comunque entro 30 giorni dalla ricezione ne verranno
valutati i requisiti morali e di buona condotta. Su ciascuna domanda si pronuncia il Consiglio Direttivo. il quale in
caso di mancata accettazione della stessa, non è tenuto ad indicare i motivi della decisione. Avverso il diniego di
adesione è ammesso reclamo entro 30 giorni dalla sua comunicazione, tramite istanza presentata al Presidente
dell’Associazione, che ha cura di portare la questione all’attenzione della prima Assemblea utile. Le domande di
ammissione a socio, presentate per l’anno nel corso del quale si svolge l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo,
possono essere istruite e valutate solamente dal Consiglio Direttivo neoeletto.

Art.6

– L’assemblea generale dei soci stabilisce con propria deliberazione la misura delle quote annuali dovute alla
società dai soci. La quota sociale annualmente versata dai soci a titolo di contributo associativo non è
rivalutabile, né rimborsabile, ed è intrasmissibile a terzi.

Art.7

– L’iscrizione a socio vale per l’annata in corso e lo vincolerà per l’anno successivo qualora non venga presentata
per lettera raccomandata un formale atto di dimissioni entro il 31 ottobre.

Art.8

– La qualità di socio si perde:

a) – per dimissioni presentate nei modi previsti dall’art.7;

b) – per morosità, che potrà essere dichiarata dal Consiglio successivamente al primo marzo di ogni anno; Il socio
moroso dopo la delibera del Consiglio Direttivo, con la quale viene riconosciuta la morosità, qualora intenda
riacquisire la qualifica di socio dovrà ripresentare domanda di ammissione.

c) – per espulsione , deliberata dall’assemblea generale dei soci su proposta del Consiglio . Chi per qualsiasi causa
cessa dalla qualità di socio perde ogni diritto relativo, ma non è esonerato dagli impegni assunti. Non si farà
luogo, salvo le disposizioni per legge, a distribuzione, anche in modo indiretto, di utili o avanzi di gestione,
nonché fondi riserve o capitali. Art.9 – L’esercizio dei diritti sociali spetta ai soci regolarmente iscritti ed in regola
col versamento della quota sociale per l’anno in corso.

Art.9

– L’esercizio dei diritti sociali spetta ai soci regolarmente iscritti ed in regola col versamento della quota sociale
per l’anno in corso.

ORGANI SOCIALI

Art.10

– Sono organi della società:

a) – l’Assemblea dei Soci;

b) – il Consiglio Direttivo, composto da 6 Consiglieri eletti dall’assemblea, ai quali si aggiungerà un consigliere
nominato dall’Enci, una volta ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte dell’Ente nazionale della Cinofilia
Italiana; Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni solari. Il Consigliere nominato dall’ENCI rimarrà in carica,
indipendentemente dalla durata del Consiglio Direttivo, fino alla successiva sostituzione da parte dell’ENCI. Il
Consigliere così nominato deve annualmente relazionare all’ENCI circa l’andamento dell’Associazione nonché
fornire tutte le informazioni che gli vengono richieste ai sensi del Regolamento di attuazione dello Statuto
Sociale dell’ENCI.

c) – il Presidente;

d) – il Comitato Probiviri;

e) – il Collegio sindacale o dei revisori dei conti;

f) – il Comitato Tecnico;

ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI

Art. 11

– L’assemblea è composta dai soci in regola con il versamento della quota sociale per l’anno in corso. In piena
attuazione dei principi di uguaglianza e democraticità associativa, ogni socio ha diritto ad un voto. Il socio può
farsi rappresentare in Assemblea da altro socio mediante delega scritta. Ogni socio può essere portatore di non
più di due deleghe. Non è ammesso il voto per posta.

Le deleghe devono essere depositate dal socio cui sono state intestate, prima che l’Assemblea abbia inizio. Non
sono ammesse correzioni o cancellazioni sulle deleghe né è consentito che un socio delegato possa trasferire le
proprie deleghe ad un altro.

Art.12

– L’Assemblea dei soci è presieduta dal Presidente oppure, qualora questi lo richieda, da un socio chiamato dai
presenti a presiederla. Essa dovrà, prima che abbia inizio la discussione dell’ordine del giorno, eleggere fra i
presenti tre scrutatori, cui spetta verificare la validità dei voti e delle deleghe depositate dai soci ed eseguire,
qualora abbiano a svolgersi votazioni con schede segrete, il conto dei risultati. L’Assemblea generale dei soci si
pronuncia a maggioranza di voti; in caso di parità la decisione è nulla per cui si procederà ad altra immediata
votazione, che potrà essere anche ripetuta sino al conseguimento di un risultato di maggioranza.

Art.13

– L’Assemblea si riunisce in via ordinaria almeno una volta all’anno in un luogo scelto e stabilito di volta in volta
dal Consiglio Direttivo, entro il mese di marzo per l’approvazione del bilancio consuntivo dell’annata precedente
e per l’approvazione del programma di attività per l’annata in corso. In via straordinaria può essere convocata in
qualsiasi altra data, allorché lo ritenga necessario il Consiglio oppure quando ne sia fatta domanda scritta al
Presidente da parte del collegio sindacale o da almeno un terzo dei soci aventi diritto al voto. La convocazione è
annunciata dal Presidente con l’invio per posta, anche tramite email pec, ai soci degli inviti a parteciparvi, che
debbono essere spediti almeno quindici giorni prima di quello fissato per la convocazione. Negli inviti debbono
essere indicati la data, la località, e l’ora della prima e seconda convocazione, nonché gli argomenti all’ordine del
giorno da trattare. L’assemblea è valida in prima convocazione allorché risulti presente, di persona o per delega,
almeno la metà più uno dei soci ordinari e allevatori. Trascorsa un’ora da quella indicata nell’invito, l’Assemblea
è valida in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci presenti. I soci onorari possono partecipare
all’assemblea e prendere la parola, senza però diritto di voto.

Art.14

– L’assemblea ha il compito di deliberare:

a) – sul programma generale della società;

b) – sulle elezioni delle cariche sociali;

c) – sul bilancio consuntivo in forma di rendiconto economico – finanziario;

d) – sulle modifiche dello statuto;

e) – sulla misura della quota associativa;

f) – su ogni altro argomento iscritto all’ordine del giorno che non sia di esclusiva competenza di altro organo
        sociale;

Spetta inoltre all’assemblea eleggere i consiglieri, i probiviri e i sindaci effettivi e supplenti.

CONSIGLIO

Art.15

– Il Consiglio è composto da sei Consiglieri eletti dall’assemblea dei soci più un Consigliere nominato dall’ENCI. I
membri del Consiglio durano in carica tre anni e possono essere rieletti; qualora durante il triennio venissero a
mancare per qualsiasi motivo uno e più Consiglieri, questi verranno sostituiti con delibera assembleare. I
membri così eletti entreranno a loro volta in carica e vi resteranno sino a quando vi sarebbero rimasti coloro che
essi hanno sostituito. Se venisse a mancare, invece, più della metà dei Consiglieri, l’intero Consiglio si intenderà
decaduto e i membri rimasti in carica procederanno entro due mesi da tale stato di fatto alla convocazione
dell’Assemblea dei soci per le nuove elezioni del Consiglio.

Art.16

– Il Consiglio ha il compito di rendere esecutive le delibere dirette a perseguire gli scopi statutari, da attuare in
armonia con le deliberazioni dell’Assemblea dei soci ; approva e sottopone all’Assemblea i rendiconti morali e
finanziari ; decide sulle domande di ammissione di nuovi soci, indice e patrocina manifestazioni , sovrintende al
lavoro degli Uffici qualora questi siano stati costituiti e ne assume, nomina e licenzia il personale, stabilendone
le mansioni e le remunerazioni ecc. ecc.

Art.17

– Il consiglio provvede, altresì, alla nomina del presidente e di un vicepresidente della società, di uno oppure due
segretari ed eventualmente di un cassiere. Il presidente ed il vicepresidente devono essere eletti fra i consiglieri;
segretari ed il cassiere possono anche non essere membri del consiglio; non lo saranno mai allorché ricevano
una remunerazione per il loro lavoro.

Art.18

– Il Consiglio si riunisce almeno una volta ogni quattro mesi e straordinariamente anche in video conferenza
quando lo ritenga opportuno il Presidente o la maggioranza dei Consiglieri oppure il Collegio dei Sindaci. Gli
avvisi di convocazione verranno diramati dal Presidente almeno dieci giorni prima di ciascuna riunione. Il
Consiglio è presieduto dal Presidente, oppure, in sua assenza, dal Vicepresidente; qualora questi ultimi
mancassero, dal Consigliere più anziano d’età. Le riunioni del Consiglio sono valide quando è presente la
maggioranza dei Consiglieri. Non sono ammesse deleghe. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta
dei presenti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede. I componenti del Consiglio che non interverranno
senza giustificato motivo a tre riunioni consecutive, potranno essere dichiarati decaduti dalla carica.

IL PRESIDENTE

Art.19

– Il Presidente ha la rappresentanza legale della società sia nei rapporti interni che in quelli esteriori; vigila e cura
perché siano attuate le deliberazioni del Consiglio e dell’Assemblea, provvede a quanto si addica alla osservanza
delle disposizioni statutarie e alla disciplina sociale. In caso di urgenza può agire con i poteri del Consiglio; le sue
deliberazioni così adottate dovranno tuttavia essere sottoposte all’approvazione di quest’ultimo nella riunione
immediatamente successiva. In caso di assenza o di impedimento il Presidente è sostituito dal Vicepresidente. In
caso di sue dimissioni spetta al Consiglio di disporre la nomina di un nuovo Presidente nella prima riunione. Può
essere nominato dal Consiglio un Presidente Onorario anche non Consigliere purché socio. Il Presidente
Onorario può partecipare alle riunioni di Consiglio, ma senza diritto di voto.

PATRIMONIO E AMMINISTRAZIONE

Art.20

– Il patrimonio della associazione è costituito:

a) – dai beni mobili ed immobili;

b) – dalle somme accantonate;

c) – da qualsiasi altro bene che le sia pervenuto a titolo legittimo.
Le entrate della società sono costituite:

a) – dalle quote annuali versate dai soci

b) – dagli eventuali contributi concessile da enti o persone

c) – dalle attività di gestione

d) – da qualsiasi altro provento pervenuto a qualsiasi titolo.

Art.21

– L’esercizio finanziario va dal 1° gennaio al 31 dicembre; Delle risultanze economiche e finanziarie sono
responsabili personalmente coloro i quali hanno agito in nome e per conto dell’associazione, fino a quando
l’assemblea dei soci non ha approvato il bilancio annuale. Il bilancio consuntivo approvato dall’Assemblea dei
soci va trasmesso in copia all’ENCI. Gli utili o gli avanzi di gestione, così come i fondi, riserve di ogni specie e il
capitale proprio, derivanti dall’esercizio dell’attività statutaria non potranno essere in alcun modo distribuiti che
indirettamente, tra i soci, fatta salva la possibilità di devoluzione o distribuzione degli stessi imposta dalla legge.

COLLEGIO SINDACALE O DEI REVISORI DEI CONTI

Art.22

– La sorveglianza amministrativa e contabile è affidata ad un collegio sindacale composto di tre Sindaci, eletti
dall’Assemblea dei soci, i quali durano in carica tre anni solari e sono rieleggibili. L’Assemblea dei soci procederà
anche alla nomina di un Sindaco supplente. I Sindaci hanno la facoltà di partecipare alle riunioni del Consiglio,
alle quali debbono essere invitati.

Art.23

– Il Comitato Tecnico è composto di quattro membri ed è così costituito:

a) – dal Presidente della Associazione ” Club Italiano Spitz ” ,che ne è anche il Presidente.

b) – da tre membri nominati dal Consiglio della Associazione Club Italiano Spitz scelti tra persone particolarmente
competenti nell’allevamento e nella selezione delle razze Spitz tedesco wolfspitz, spitz tedesco grande bianco,
spitz tedesco grande nero e marrone, spitz tedesco medio bianco, spitz tedesco medio nero o marrone, spitz
tedesco medio arancio, grigio o altri colori, spitz tedesco nano di tutti i colori , spitz tedesco piccolo bianco, spitz
tedesco piccolo nero o marrone, spitz tedesco piccolo arancio, grigio o altri colori, tutti identificati con il codice
097 nella codifica enci fci, con i relativi sottocodici e più in generale nel campo cinotecnico.

I membri del Comitato Tecnico durano in carica tre anni e possono essere riconfermati.

Qualora durante il triennio venissero a mancare per dimissioni o per altre cause uno o più membri del Comitato
Tecnico, spetta al Presidente della associazione richiederne la sostituzione al Consiglio. In caso di dimissioni del
Consiglio e di nomina di un Commissario da parte dell’ENCI anche il Comitato Tecnico s’intenderà decaduto.

Il Comitato Tecnico ha il compito di indicare al Consiglio Direttivo tutte le eventuali iniziative rivolte alla
selezione dello Spitz tedesco wolfspitz, spitz tedesco grande bianco, spitz tedesco grande nero e marrone, spitz
tedesco medio bianco, spitz tedesco medio nero o marrone, spitz tedesco medio arancio, grigio o altri colori,
spitz tedesco nano di tutti i colori , spitz tedesco piccolo bianco, spitz tedesco piccolo nero o marrone, spitz
tedesco piccolo arancio, grigio o altri colori, tutti identificati con il codice 097 nella codifica enci fci, con i relativi
sottocodici, al controllo degli allevamenti, alla individuazione e all’impiego dei migliori riproduttori, alla difesa
della razza e degli amatori, dall’indiscriminata produzione a scapito del tipo.

Spetta al Consiglio poi, pronunciarsi definitivamente sulle proposte avanzate dal Comitato Tecnico. Il Comitato
Tecnico si riunisce almeno due volte all’anno. Le riunioni sono valide quando è presente la maggioranza dei suoi
componenti.

Non sono ammesse deleghe.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza.

In caso di parità prevale il voto di chi presiede. I componenti del Comitato Tecnico che non interverranno senza
giustificato motivo a due riunioni consecutive potranno essere dichiarati decaduti dalla carica.

Art.24

– Il Collegio dei Probiviri è formato da tre membri effettivi e da due supplenti, eletti dall’Assemblea dei soci fra i
soci che non ricoprano già la carica di Consigliere, e durano in carica tre anni solari.

Uno dei membri effettivi sarà sempre un competente di materie giuridiche. Qualsiasi decisione di carattere
disciplinare a carico di un socio deve essere adottata a maggioranza e con la presenza di tre membri del Collegio
Probiviri.

Qualora un membro effettivo non potesse assistere alla riunione sarà sostituito dal membro supplente. In caso
di dimissioni di uno dei membri effettivi del Collegio dei Probiviri, questo verrà sostituito dal supplente sino alla
prima riunione dell’assemblea che provvederà alla nomina definitiva. Le denunce a carico di un socio devono
essere avanzate per iscritto e firmate al Consiglio che le inoltra al Collegio dei Probiviri, il quale si pronuncia a
sua volta con lodo scritto e motivato dopo aver contestato all’interessato l’addebito rivoltogli, dandogli un
termine di almeno quindici giorni per produrre le proprie giustificazioni e dopo aver sentito il Presidente della
società. In caso di mancanze gravi il Consiglio potrà, in via provvisoria, sospendere direttamente il socio
dall’esercizio dei diritti sociali in attesa che i Probiviri, ai quali dovrà essere subito trasmessa la denuncia abbiano
a pronunciarsi definitivamente.

Il Consiglio procede all’attuazione del lodo emesso dai Probiviri. I provvedimenti disciplinari che il Collegio dei
Probiviri può adottare a carico di un socio della società sono i seguenti: censura, sospensione fino a un massimo
di tre anni. In casi di particolare gravità, che comportino l’espulsione di un socio, il Collegio dei Probiviri avanzerà
la proposta motivata di tale provvedimento all’Assemblea dei soci, che si pronuncerà in via definitiva. I
provvedimenti disciplinari presi dall’ENCI a carico di un proprio socio, che sia iscritto alla società, saranno
adottati anche da questa.

Ogni Socio è tenuto a rispettare il Presente Statuto, lo Statuto dell’ENCI il relativo Regolamento di Attuazione,
tutti i regolamenti dell’ENCI nonché le regole della deontologia e correttezza sportiva. E’ soggetto alle decisioni
dei Probiviri dell’Associazione Società Italiana Spitz nonché alle decisioni delle Commissioni di Disciplina
dell’ENCI. La giustizia disciplinare di primo grado è amministrata dalla Commissione di Disciplina di prima istanza
dell’ENCI nelle ipotesi previste dal Regolamento di Attuazione dello Statuto ENCI, nonché dal Collegio dei
Probiviri. Le decisioni dei Probiviri dell’Associazione Club Italiano Spitz sono appellabili avanti la Commissione di
Disciplina di seconda istanza dell’ENCI mediante ricorso scritto, sottoscritto personalmente dall’appellante o dal
suo procuratore, da inviarsi a mezzo raccomandata a.r. nel termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione
della comunicazione della decisione, ai sensi del Regolamento di attuazione dello Statuto Sociale dell’ENCI.
L’Associazione Club Italiano Spitz ottempera e dà esecuzione alle decisioni assunte nei confronti dei propri Soci
dalle Commissioni di Disciplina di prima e seconda istanza dell’ENCI.

Art.25

– Tutte le cariche in seno alla società sono gratuite.

Art.26

– Il presente statuto, dopo l’approvazione dell’assemblea generale dei soci, entra in vigore con effetto immediato.
Qualsiasi modifica non può essere proposta all’Assemblea se non dal Consiglio Direttivo o da almeno un terzo
dei Soci aventi diritto al voto. In quest’ultimo caso la richiesta deve essere formulata per iscritto al Presidente e
firmata dai proponenti. Le deliberazioni devono essere approvate a maggioranza dei presenti da una Assemblea
che riunisca almeno la metà più uno dei Soci aventi diritto al voto. Le modifiche allo Statuto dell’Associazione,
prima di essere presentate all’Assemblea, devono essere comunicate all’ENCI, per ottenerne la necessaria
preventiva approvazione ai sensi del Regolamento di Attuazione dello Statuto Sociale dell’Ente stesso.

Art.27

– L’Associazione Club Italiano Spitz riconosce il potere di indirizzo, di vigilanza, di controllo e di sanzione in capo
all’ENCI, ed in particolare il potere dell’ENCI di nominare un Commissario straordinario o ad acta nonché di
adottare ogni altro provvedimento necessario in ambito associativo, secondo quanto previsto dallo Statuto
Sociale dell’ENCI nonché nel Regolamento di Attuazione del medesimo.

Art.28

– SCIOGLIMENTO La stessa Assemblea, sentito il Collegio dei revisori e gli organi di controllo eventualmente
previsti dalla Legge, dovrà decidere sulla devoluzione del patrimonio sociale, che sarà destinato esclusivamente
a favore di associazioni con finalità analoghe, o a fini di pubblica utilità, salvo diversa devoluzione imposta dalla
Legge.

Art.29

– Per quanto non è previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle norme vigenti di Legge ed ai principi
generali di diritto. 

 

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